Cos'è Apium Litteræ

Una newsletter completamente inutile, di contenuti a caso, di cui ti puoi dimenticare nel momento stesso in cui li leggi perché tanto non ti cambieranno la vita.

Un po' come tutto, ma io lo ammetto <3

1. Perché una newsletter?

Mi piace perché è flessibile, chiede (relativamente) poco impegno e non è legata a un social network.

E poi - a me - le newsletter piacciono proprio, ecco.

Da quando ho (quasi) abbandonato i social network mi informo solo tramite newsletters (purtroppo sono iscritto a talmente tante che non riesco a starci dietro, da una dipendenza all’altra, mai un equilibrio. Ottimo)

2. Perché una newsletter senza un argomento specifico?

Se volete la versione breve, è perché mi annoio troppo in fretta di un argomento per costruirci intorno tutto un progetto cosi sul (speriamo) lungo termine.

Ora parto con la versione lunga; ve la metto tutta in grassetto cosi se volete la saltate a pie’ pari (vi avviso che si parte da lontano, dai greci… I greci della Grecia).

Non spaventatevi, non sarà un discorso molto complesso ne molto alto. Voglio solo far notare che nell’antica Grecia, un filosofo si occupava dei campi più disparati: dalla storia alla matematica, alla geografia, alla medicina, alla religione… avete capito cosa intendo.

Un imperatore veniva formato su vari e variegati campi (come fece Aristotele con Alessandro Magno), ma anche un medico non si occupava solo di medicina nel senso stretto che intendiamo oggi.

Arriviamo quindi al concetto di tuttologia, cosa che oggi non è proprio ben vista: se qualcuno dovesse autoeleggersi tuttologo verrebbe semplicemente considerato un povero pirla che non sa di cosa stia parlando; è umanamente impossibile sapere tutto quello che c’è da sapere. Ad ora ci sono poco più di un miliardo ottocentosessanta milioni di siti web, tanto per darvi un’idea.

Non che siano tutti da considerarsi conoscenza nel senso alto del termine, ma da un’idea della quantità attuale di materiale disponibile, e continua a crescere ogni secondo.

Al contrario, viene ormai data per scontata la figura dell’esperto, pensiamo solo alla grande visibilità che hanno avuto i virologi nell’ultimo anno, persone che prima - mi perdoneranno - non venivano cagati di striscio

Non si può sapere tutto, quindi ci si specializza in verticale in un settore. Ad esempio, ho un amico che studia una cosa talmente particolare che non trova gente che possa fargli da revisore per gli articoli che scrive, parliamo di una decina di persone al mondo.

Ecco, a me questa cosa sta stretta. Invidio molto chi ha una passione precisa e riesce a seguirla, ma io questa cosa non l’ho mai avuta: ho tanti interessi e mi è sempre piaciuto passare da una cosa all’altra. Chiaramente, cosi facendo sacrifico il dettaglio, la profondità: non arriverò mai ad essere uno dei 10 esperti nel mondo di un argomento. Mi piacerebbe, certo. Ma ormai so che - semplicemente - non son fatto cosi.

Questa newsletter è una conseguenza di questa considerazione. E lo trovo anche molto liberante. Posso scrivere di quello che voglio senza preoccuparmi di dover studiare la novità di uno specifico argomento.

Al di là dell'impossibilità di esserlo, ovviamente non ho nemmeno l'intenzione di sembrare un tuttologo. Aspettatevi superficialità, pensiero semplicistico e tesi facilmente confutabili.

Durerà? lo spero.

Interesserà a qualcuno? Mah.

Stay tuned.